Nella testa ho tanti itinerari che vorrei fare, alcuni anche molto impegnativi. Poi la vita si mette di mezzo e non sempre riesco a fare tutto quello che vorrei. Così quelli che all’apparenza sono percorsi di ripiego diventano dei veri e propri colpi di fulmine, che mi illuminano l’anima e il cuore. Così è stato per l’escursione per il Lac Rond, il Lac Rond e il Lac des Muandes in alta Val Clarée.
Si tratta di un itinerario mai troppo impegnativo ma davvero appagante per chi, come me, ama i laghi alpini e i panorami di ampio respiro. Avendolo percorso a fine agosto, dopo ondate di calore folle e una siccità che non ha dato mai tregua, i colori viravano all’autunno e i laghi risentivano decisamente della pioggia mancante. Percorso a fine giugno-inizio luglio, deve regalare splendide fioriture alpine e l’immancabile fucsia dei rododendri. Da segnare in agenda per il prossimo anno (e magari organizzare un’escursione guidata).

L’itinerario per il Lac Long, il Lac Rond e il Lac des Muandes
Si parte da Laval, che nei mesi estivi è comodamente raggiungibile con un servizio di navetta, e si segue la facile strada sterrata che porta al Refuge des Drayères. Non lo si raggiunge, ma dopo circa 1 km, si prende il sentiero sulla destra seguendo le indicazioni per il Col des Muandes. Si sale gradualmente attraverso gli alpeggi e si costeggia il torrente Riou Sec fino al Lac Long.
A prima vista sembra un laghetto, ma non fatevi ingannare. Appena si gira l’angolo, capirete il perché del suo nome. Nelle sue acque dal blu intenso si specchiano tutte le montagne intorno e la voglia di fermarsi qui è tanta vista la sua bellezza.
Si continua a salire e, poco dopo, si è in vista del secondo lago: il Lac Rond. Osservandolo dall’alto, si nota che da quella prospettiva ha una simpatica forma a cuore. Si attraversa una facile pietraia, per poi continuare su un vasto pianoro su pendenze davvero dolci e piacevoli che danno tutto il tempo di guardarsi intorno e immergersi nell’ambiente meraviglioso in cui si cammina.
L’ultimo tratto sale un po’ più deciso, senza essere troppo impegnativo, e porta al terzo e ultimo lago dell’escursione, il Lac des Muandes. Dei tre, questo è il lago che ha più risentito dei mesi di mancata pioggia, con le rive piuttosto basse.
Gli escursionisti allenati o di più giorni qui possono proseguire fino al Col des Muandes, scendere nella vicina Valle Stretta oppure raggiungere il Monte Thabor. Il sentiero, infatti, fa parte del Tour du Mont Thabor (GR57), un grande anello escursionistico di più giorni intorno alla famosa vetta.
Per la discesa, si segue lo stesso itinerario di salita, ma in vista del Lac Rond si prende il sentiero che scende a destra e si arriva al lago. Una sosta lungo le sue rive è d’obbligo per ammirarne la bellezza. Si continua a scendere sul sentiero che attraversa diverse zone umide sulla sponda sinistra del torrente Brune fino a raggiungere il fondovalle e il rifugio Drayères, dove si può fare una sosta per la merenda o bere qualcosa di fresco.
Da qui sono due le opzioni per ritornare a Laval: la prima è seguire la strada sterrata, oppure il sentiero sulla destra orografica del torrente Clarée, un po’ più lungo e con dei saliscendi, ma davvero bello.
Vivere al meglio l’escursione: custodire la bellezza
L’escursione è una splendida piccola traversata che tocca tre laghi alpini: il Lac Long, il Lac Rond e il Lac des Muandes, in uno dei tanti meravigliosi angoli della Val Clarée. Nonostante l’alta stagione e la presenza di numerosi escursionisti in tutta la valle francese, si cammina nel silenzio e nella tranquillità dell’alta montagna.
Per far sì che questi luoghi così belli, ma altrettanto delicati e fragili, possano essere preservati, è bene trasformare la nostra giornata di svago in un’escursione responsabile e rispettosa.
Niente tuffi nei laghi alpini. Lo so, la tentazione è grande, soprattutto quando fa molto caldo. Tuttavia, si tratta di ecosistemi vulnerabili: le sostanze chimiche che portiamo sulla nostra pelle (creme solari, repellenti per insetti, ecc.) e il semplice disturbo dei fondali, alterano irreparabilmente un equilibrio delicatissimo.
Convivenza con gli alpeggi. La montagna non è solo luogo di svago, ma anche e soprattutto una terra di lavoro. In estate i pastori conducono il bestiame in quota: prudenza e rispetto delle distanze sono la chiave per una coesistenza pacifica.
Spostarsi in navetta. Amo la Val Clarée per i suoi ambienti e panorami meravigliosi, ma anche per il servizio di navetta. Nei mesi di luglio e agosto, si lascia la macchina nel parcheggio gratuito di Roubion e si usufruisce delle navette locali (partenze frequenti durante tutto l’arco della giornata): un’ottima soluzione per ridurre il nostro impatto ambientale e dimenticarci dell’auto.
La montagna non è l’ennesimo appuntamento in agenda o la sola performance sportiva: è soprattutto un momento di scoperta, rispetto e attenzione. Possiamo beneficiare in molti modi della natura, ma occorre ricordare che non è un prodotto da consumare. Piccole attenzioni possono fare una grande differenza.









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