Negli ultimi anni, e in particolare nel periodo post-Covid, il turismo in montagna ha registrato una crescita significativa. Secondo i dati presentati da Confesercenti Nazionale, nel 2023 sono state registrate oltre 58 milioni di presenze nei comuni montani, con una crescita del 7% rispetto al 2022. Anche il Piemonte ha registrato un aumento delle presenze, con dati positivi per la montagna sia nei mesi estivi che in quelli invernali. Questi numeri ci raccontano di un rinnovato interesse per le terre alte e per la natura, ma pongono anche importanti interrogativi sulla gestione sostenibile di questo patrimonio naturale e culturale.
Turismo in montagna: tra opportunità e responsabilità
La montagna è sinonimo di libertà. Libertà di movimento, di esplorazione, di riconnessione con la natura. Tuttavia, questa libertà non può essere disgiunta dalla responsabilità. A differenza di altri contesti turistici, la montagna non offre un ambiente completamente controllato e il rischio non è mai pari a zero: sentieri e itinerari che richiedono allenamento e preparazione tecnica, variazioni meteorologiche improvvise e ambienti naturali a volte impervi richiedono preparazione e rispetto. Senza contare la mancanza, in alcune aree montane marginali, di servizi e comodità a cui siamo abituati in città (un esempio su tutti, il cellulare non sempre prende).
L’accesso indiscriminato, senza un’adeguata formazione e consapevolezza, può trasformare una vacanza o un’escursione in un’esperienza rischiosa, non solo per chi la vive, ma anche per chi interviene in caso di emergenza. Le statistiche del Soccorso Alpino relative al 2023 confermano che una parte significativa degli incidenti in montagna (il 25,5% sul totale degli interventi) è dovuta a incapacità durante l’attività svolta.
Rispetto per l’ambiente e per gli altri
La montagna non è un parco divertimenti, ma un ecosistema delicato. Il crescente afflusso di visitatori porta sicuramente benefici economici, ma può anche causare numerosi impatti negativi: degrado degli ambienti naturali, disturbo della fauna, aumento dei rifiuti, del consumo idrico e dell’inquinamento atmosferico e acustico, sovraccarico dei servizi pubblici, conflitti con le comunità locali.
Adottare un comportamento rispettoso significa:
- Rispettare i sentieri segnati, evitando di creare percorsi improvvisati che accelerano l’erosione del suolo.
- Ridurre l’impatto ambientale portando via i propri rifiuti e utilizzando borracce e contenitori riutilizzabili al posto della plastica monouso.
- Evitare rumori eccessivi, rispettando il silenzio della natura e gli altri escursionisti, lasciando spazio alla contemplazione e all’ascolto dei suoni naturali.
- Essere consapevoli del proprio impatto sulla fauna selvatica, mantenendo le distanze e non alimentando gli animali, per non alterare il loro comportamento naturale.
- Evitare il più possibile di utilizzare l’auto e preferire i mezzi pubblici, il carpooling o l’escursionismo a partire dai borghi, riducendo l’inquinamento atmosferico e acustico.
- Scegliere di acquistare presso piccole realtà locali, sostenendo l’economia di montagna, rispettando la stagionalità dei prodotti e valorizzando le tradizioni enogastronomiche del territorio.
- Essere attenti al consumo delle risorse, come acqua ed energia, evitando sprechi nei rifugi e negli alloggi turistici.
- Rispettare la segnaletica e le norme di sicurezza, non solo per la propria incolumità, ma anche per non mettere a rischio il lavoro dei soccorritori in caso di emergenza.
La consapevolezza: la chiave per un turismo montano sostenibile
La montagna è di tutti, ma non è un luogo per tutti se si ignora la necessità di preparazione e rispetto. Per chi sceglie di esplorarla, il primo passo è acquisire consapevolezza: conoscere l’ambiente, comprendere i propri limiti e adottare comportamenti responsabili.
Un turismo montano sostenibile non significa solo proteggere la natura, ma anche garantirsi un’esperienza autentica e gratificante. Saper leggere una mappa, scegliere l’attrezzatura giusta e un percorso adeguato alle proprie capacità, informarsi sulle condizioni meteo e sulle caratteristiche del percorso sono gesti di responsabilità verso se stessi e il territorio.
Come guida escursionistica, credo che ognuno possa trovare il proprio modo di vivere la montagna, ma sempre con rispetto, curiosità e umiltà. È un luogo che ci accoglie, ma non ci appartiene: sta a noi dimostrare di meritarlo.
Un equilibrio da preservare
La montagna offre libertà, ma questa libertà va vissuta con rispetto e consapevolezza. Un turismo di montagna responsabile è la chiave per preservare la bellezza e l’integrità di questi luoghi straordinari, garantendo che possano essere goduti anche dalle generazioni future. Che sia per una semplice passeggiata o per un trekking impegnativo, la montagna accoglie tutti: avvicinarsi con umiltà e rispetto significa scoprire non solo un paesaggio, ma un mondo fatto di equilibri delicate ed emozioni profonde.
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