Costruirò qualcosa di bello

365 giorni sono trascorsi. Altri 365 ci aspettano.  Si chiude un anno, un ciclo, e si ricomincia. Non amo i buoni propositi, né ho intenzione di fare alcuna lista, ma è inevitabile fermarsi un istante e tirare le somme degli ultimi dodici mesi.

Esattamente un anno fa riflettevo sugli errori, ineludibile parte della nostra vita. Se c’è una cosa di cui sono certa riguardandomi indietro è proprio quella di aver commesso un bel po’ di errori, di aver vissuto il fallimento, su tutti i fronti: personale, professionale, affettivo. Il 2017 è stato un anno faticoso, carico di sofferenza, ansie, paure, eventi inaspettati anche parecchio negativi. Sebbene abbia portato alcuni momenti unici e meravigliosi, questi sono ormai un ricordo destinato a ingiallire con il tempo. (altro…)

La Beauté du Voyage: Breil sur Roya

Di recente ho trascorso un paio di giorni a Breil sur Roya, in Francia, nel Dipartimento delle Alpi Marittime. È un piccolo paese situato al centro della valle del fiume Roya, e meta famosa per gli appassionati di escursionismo montano e soprattutto di  torrentismo (o canyoning). Le montagne intorno sono infatti costellate di strette ed incantevoli gole percorse da piccoli corsi d’acqua, impossibili da percorrere e ammirare se non con un po’ di coraggio (e fatica) per affrontare questa esperienza “estrema”.

La valle è l’incontro perfetto perfetto tra montagna e mare, che dista poco più di 30 chilometri: la vegetazione è rigogliosa e propria delle Alpi, ma convivono piante e coltivazioni tipicamente mediterranee come gli ulivi. Sono stati giorni immersi nella natura, circondata da profumi, colori e sapori di una terra di confine e di passaggio, in cui convivono e si fondono non solo flora e paesaggi, ma culture, lingue e dialetti, tradizioni, storie.

Ho camminato nel silenzio dei boschi, seguendo sentieri ombreggiati per poi ritrovarmi su terrazze naturali che si aprivano su panorami mozzafiato, rivelandomi nuove prospettive e scorci inaspettati. La luce, mutevole e capricciosa, dipingeva tele impressioniste, e lo sguardo si perdeva nei suoi giochi imprevedibili. Passi lenti, ma avidi di scoprire. L’orecchio teso ad ascoltare il chiacchiericcio dell’acqua nei torrenti, a volte lieve e sommesso, altre impetuoso e squillante.

Una valle forse troppo spesso attraversata distrattamente, eppure imponente, silenziosa e paziente di rivelarsi a chi le presta attenzione.